Debutta venerdì 18 e sabato 19 aprile 2008 alle ore 21 al Teatro Cuminetti di Trento 'Scene da un matrimonio' di Ingmar Bergman, per la coproduzione di Emit Flesti e Oz-TrentoSpettacoli. In scena solo due attori, Alessio Dalla Costa e Maura Pettorruso, per la regia di Rocco Sestito.
Inizio spettacolo: ore 21.
Teatro Cuminetti – Centro Santa Chiara –
Via Santa Croce 67 – Trento
Ingresso: 10 €
Ridotto: 8 € per studenti universitari, over 65, allievi di scuole di teatro)
Per prenotazioni e informazioni:
340 689 56 13
prenotazioni@trentospettacoli.it
Il debutto dello spettacolo è l'evento conclusivo di Omaggio a Bergman, un vero e proprio evento alla memoria di Bergman, sponsorizzato da Itas Assicurazioni e sostenuto dalla Provincia Autonoma di Trento, dall'Assessorato alla cultura del Comune di Trento, della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, e dell'Opera Universitaria.
Al grande regista svedese scomparso lo scorso luglio è infatti dedicato lo spettacolo teatrale tratto dal film dello stesso Bergman del 1973, una rassegna di sette suoi film (proiettati tra marzo e aprile nell'ambito del cineforum dello Spazio Off di via Venezia a Trento e nell'Aula 3 della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento), una lezione aperta dal titolo 'I filosofi e il matrimonio' a cura di Silvano Zucal (docente di filosofia teoretica all'Università di Trento), nell'ambito della rassegna 'Theatrum Philosophicum'.
LO SPETTACOLO: 'SCENE DA UN MATRIMONIO'
Diviso in sei quadri, 'Scene da un matrimonio' è l'analisi del rapporto matrimoniale tra Marianne e Johan nell’arco di dieci anni di vita assieme. Nell'ultima scena, ormai divorziati e risposati, si ritrovano dopo sette anni, più maturi e adulti, scoprendo di amarsi ancora, ma in modo diverso. Curata dallo stesso Bergman, l'edizione cinematografica deriva da uno sceneggiato TV in 6 episodi di 50 minuti ciascuno che dura, pertanto, circa 2 ore in più. I sei quadri sono, nell’ordine, “Innocenza e panico”, “L'arte di nascondere lo sporco sotto il tappeto”, “Paola”, “Valle di lacrime”, “Gli analfabeti”, “Nel pieno della notte in una casa buia in qualche parte del mondo”.
Dalla prima scena che rappresenta una coppia felice, benestante e serena, si passa ai primi dubbi e alle prime insicurezze, fino al primo tradimento (“Paola”, appunto), l’abbandono di Johan e infine la decisione del divorzio, consumata in una scena drammatica e intensa. A chiudere, ritroviamo appunto i due ancora assieme. “Scene da un matrimonio” nasce quindi per la televisione, poi per il cinema, e infine approda a teatro (“Scene di vita coniugale”). In Italia lo spettacolo viene prodotto dal Teatro Stabile di Torino per la regia di Gabriele Lavia e l’interpretazione dello stesso con Monica Guerritore nella stagione 1997/98.
'Scene da un matrimonio' è un testo universale, che parla alle coscienze di ogni uomo e ogni donna che si trovino a intraprendere una relazione amorosa e a legarsi per la vita. Si attraversano così sette scene che fotografano ognuna un momento emblematico della vita matrimoniale, dall'idillio iniziale passando per i primi dubbi, il tradimento, la separazione, il divorzio, e il riappacificamento finale. La regia è affidata a Rocco Sestito, uno dei più apprezzati registi trentini (Rosennkrantz e Guildestern sono morti, Le serve, e l'ultimo Woyzeck Ballad), che dirigerà Alessio Dalla Costa e Maura Pettorruso, già apprezzati in diversi spettacoli in regione. Le luci, componente fondamentale della messinscena di Sestito, sono affidate a Gianluca Bosio, l'audio a Marco Pegoretti.
LA REGIA
"Un vecchio teatro, una scenografia incompleta, oggetti familiari da cui nascono ricordi, immagini, l’incontro-scontro della loro vita: da qui parte il nostro racconto. I due protagonisti, Johan e Marianne, ritornano nel teatro in cui avevano recitato quando erano giovani. E’ la settima ed ultima scena del copione originale, che diventa inizio e nuovo punto di partenza (e di visione) per la nostra mise en scene. Il rapporto analizzato da Bergman porta alla luce un’universalità della condizione umana nella sua ricerca di una felicità sfuggente e velata di perbenismo. Johan e Marianne sono due che potremmo definire Lui e Lei. Ed in questa prospettiva di studio del testo si è deciso di partire come ambientazione da un teatro, un posto dove per eccellenza è l’universo dell’umano che si esprime. Luci mosse direttamente dagli attori, grandi personaggi del teatro che nascono e si intersecano con il dialogo reale di Marianne e Johan, il vero che si mescola con le maschere del teatro, o forse della vita. Un palcoscenico vuoto dove i due attori – scrittori in erba della loro vita – ridisegnano le trame della loro esistenza”.
In scena:
Maura Pettorruso: Marianne
Alessio Dalla Costa: Johan
Regia: Rocco Sestito
Luci e audio: Gianluca Bosio e Marco Pegoretti
Maura Pettorruso (Compagnia Oz)
La compagnia nasce ufficialmente sotto il nome OZ solo nel 2005, ma Maura Pettorruso, attrice, regista e al tempo stesso presidente e animatrice dell’associazione stessa, è attiva da tempo in seno a diverse altre compagnie e associazioni (prima fra tutte EstroTeatro, di cui è stata fondatrice e di cui ne rappresenta la continuazione ideale). L’associazione OZ gestisce lo SpazioOFF di Trento, in via Venezia, piccolo teatro di 40 posti in un ambiente elegante ed intimo, con un foyer e una sistemazione degli spazi aperta a diversi eventi culturali: l’attività prevede rassegne di spettacoli teatrali, cineforum, letture, concerti e mostre ormai da tre anni. Le produzioni teatrali della compagnia prendono vita e vengono proposte in anteprima all’interno dello Spazio stesso. Ne citiamo alcune. Lysistrata, libero adattamento dalla commedia di Aristofane, con Maura Pettorruso e Licia Meneghini, replicato con successo in diverse realtà della provincia, come nel caso della Festa della Donna presso la Biblioteca Centrale di Trento l’8 marzo 2007. Dormono tutti sulla collina, spettacolo teatrale con Maura Pettorruso e con musiche dal vivo ispirato all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, che nella stagione 2007-2008 ha circuitato in diversi teatri in regione, (Trento, Besenello, Romagnano, San Martino di Castrozza, Nago) e fuori (Bolzano). Stanno suonando la nostra canzone, musical di Neil Simon co-prodotto con il Teatro Stabile d’Innovazione L’Uovo dell’Aquila con la partecipazione di Maura Pettorruso e Massimo Lazzeri e per la regia di Maria Pia Di Mauro. Amleto in salsa piccante di A. Nicolaj realizzato il 23 giugno in piazza Duomo a Trento, in occasione delle Feste Vigiliane, in collaborazione con la compagnia teatrale La Pozzanghera di Genova. Maura Pettorruso ha inoltre partecipato in qualità di attrice a diverse importanti produzioni recenti: Girotondo di A. Schnitzler, per la produzione Estroteatro e la regia di Mirko Corradini, che ha debuttato il 10 maggio 2007 al Teatro B. Cuminetti di Trento all’interno della stagione TrentoOltre di Teatri Possibili. Tana libera tutti (il mondo capovolto) per il testo e la regia di Maura Pettorruso nella produzione EstroTeatro sulla realtà ugadese e africana, spettacolo sostenuto dall’assessorato alla Solidarietà Internazionaledella Provincia di Trento. La Decima Rosa, fiction a puntate prodotto da Web Motion Television, per la regia di Aurelio Laino, in cui Maura Pettorruso è attrice protagonista. Maura Pettorruso è inoltre speaker da oltre tre anni dell’emittente radiofonica Radio Dolomiti di Trento e tiene giornalmente un programma di due ore su teatro e letteratura in campo regionale e nazionale.
Alessio Dalla Costa – Rocco Sestito (Emit Flesti)
Un nome enigmatico per una delle prime compagnie teatrali universitarie della città di Trento. Fondata nella primavera del 1996 da Rocco Sestito, regista, la compagnia per cinque anni si occupa, con il patrocinio dell'Opera Universitaria, sia di produzione teatrale sia di attività laboratoriale coinvolgendo un vasto numero di studenti universitari. Col tempo l'attività teatrale della compagnia si è valsa della preziosa collaborazione di altre realtà artistiche: ed ecco allora Oreste, spettacolo tratto dall'omonima tragedia di Euripide, co-prodotto dal Comune e dall'Università degli studi di Trento, realizzato per la prima volta nella storia dell'Ateneo grazie allo sforzo congiunto tra la compagnia Emit Flesti e il Coro e l'Orchestra dell'Università di Trento diretta dal Maestro Stefano Chicco. Parallelamente al teatro, anche il campo cinematografico è luogo di indagine e di sperimentazione. Le produzioni più importanti sono i due cortometraggi, Il rifiuto, incentrato sulla tematica della maternità e dell'abbandono, e Istinto onirico, realizzato su commissione del Centro di Documentazione Visiva della PAT. Nel 2001 Emit Flesti (associata UILT e COFAS) diventa associazione culturale, e la sua attività si rivolge ora a produzioni indipendenti e non, realizzate queste ultime su commissione o in collaborazione con importanti enti pubblici e altre realtà culturali. Nel 2002 su commissione del Comune di Trambileno, viene allestito lo spettacolo Bufera, liberamente ispirato alle vicende del caporale Adelino Ballerini nella Grande Guerra. Parallelamente partecipa a importanti manifestazioni regionali riscuotendo consensi di pubblico e prestigiosi riconoscimenti della critica. La proposta di matrimonio, atto unico di A. Cechov allestito in occasione del Festival Internazionale di Regia "Fantasio Piccoli" 2001, conquista il 3° posto assoluto e il 1° posto fra i registi regionali; con Jacques e il suo padrone di M. Kundera, la compagnia Emit Flesti vince il premio come miglior regia e miglior spettacolo nell’ambito della rassegna ‘Sipario d’Oro’. Ed infine con Rosencrantz e Guildenstern sono morti di T. Stoppard, all'edizione 2004 del ‘Sipario d'oro’, vince i premi come miglior attore protagonista (Massimo Lazzeri), miglior attore non protagonista (Alessio Dalla Costa), e miglior allestimento scenico (Marco Pegoretti e Alessandro Vallin). Il 2005 è la volta de Le Serve di Jean Genet, presentato in prima nazionale al Teatro Cuminetti di Trento in occasione della rassegna Correnti Ascensionali di Teatri Possibili. Nel 2006 per la stagione Trentooltre viene presentato un nuovo spettacolo molto apprezzato da critica e pubblico: Woyzeck Ballad, tratto da G. Büchner.


