'Scene da un matrimonio' ha vinto il premio Sele d'oro 2008. La premiazione di sabato 13 settembre a Oliveto Citra (Salerno) ha consegnato alla compagnia Oz il Sele d'oro per il miglior spettacolo, la targa a Maura Pettorruso come miglior attrice, a Rocco Sestito per la miglior regia, e quella del gradimento del pubblico.
La giuria del Festivl nazionale Sele d'Oro era presideuta da Francesco Silvestri, drammaturo, attore e regista, che vanta collaborazioni con Annibale Ruccello, Alessandro Baricco, Enzo Moscato. Nel 2003 è Premio Ubu come miglior attore non protagonista in 'Sabato, domenica, lunedì' di Eduardo De Filippo, per la regia di Toni Servillo.
Al festival nazionale Sele d'oro hanno partecipato compagnie da tutta Italia. La premiazione è avvenuta sabato 13 settembre a Oliveto Citra (Salerno), e i premi sono stati consegnati alla Compagnia dal noto giornalista Rai Mimmo Liguoro. I premiati nelle altre categorie del Sele d'oro 2008 sono Edmondo Berselli (Repubblica), Marco Esposito (Il Mattino), Massimo Esposti (Il Sole 24 Ore on line) per la sezione giornalismo; Antonio Maccanico, Gerardo Bianco, Hans Stimmann nella sezione premi speciali; Gomorra nella sezione cinema, diretta dall'attrice Imma Piro.
Gli altri premi vinti finora da "Scene da un matrimonio" sono: miglior spettacolo al Festvial Sorgenti dell'Esino di Esanatoglia (Macerata), miglior spettacolo, miglior attore (Alessio Dalla Costa), miglior attrice (Maura Pettorruso), miglior gradimento del pubblico al Festvial Il Grifone di Guardia Sanframondi (Benevento).
Le prossime repliche in programma sono domenica 9 novembre alFestival Macerata teatro di Macerata, mercoledì 12 dicembre al Festival Castello di Gorizia di Gorizia, oltre a una data in autunno a Bergamo, e la partecipazione con data da definire al festvial Teatro Ebolitano di Eboli (Salerno).
Lo spettacolo ha debuttato il 18 e 19 aprile 2008 al teatro Cuminetti di Trento.
LO SPETTACOLO: 'SCENE DA UN MATRIMONIO'
Diviso in sei quadri, 'Scene da un matrimonio' è l'analisi del rapporto matrimoniale tra Marianne e Johan nell’arco di dieci anni di vita assieme. Nell'ultima scena, ormai divorziati e risposati, si ritrovano dopo sette anni, più maturi e adulti, scoprendo di amarsi ancora, ma in modo diverso. Curata dallo stesso Bergman, l'edizione cinematografica deriva da uno sceneggiato TV in 6 episodi di 50 minuti ciascuno che dura, pertanto, circa 2 ore in più. I sei quadri sono, nell’ordine, “Innocenza e panico”, “L'arte di nascondere lo sporco sotto il tappeto”, “Paola”, “Valle di lacrime”, “Gli analfabeti”, “Nel pieno della notte in una casa buia in qualche parte del mondo”.
Dalla prima scena che rappresenta una coppia felice, benestante e serena, si passa ai primi dubbi e alle prime insicurezze, fino al primo tradimento (“Paola”, appunto), l’abbandono di Johan e infine la decisione del divorzio, consumata in una scena drammatica e intensa. A chiudere, ritroviamo appunto i due ancora assieme. “Scene da un matrimonio” nasce quindi per la televisione, poi per il cinema, e infine approda a teatro (“Scene di vita coniugale”). In Italia lo spettacolo viene prodotto dal Teatro Stabile di Torino per la regia di Gabriele Lavia e l’interpretazione dello stesso con Monica Guerritore nella stagione 1997/98.
'Scene da un matrimonio' è un testo universale, che parla alle coscienze di ogni uomo e ogni donna che si trovino a intraprendere una relazione amorosa e a legarsi per la vita. Si attraversano così sette scene che fotografano ognuna un momento emblematico della vita matrimoniale, dall'idillio iniziale passando per i primi dubbi, il tradimento, la separazione, il divorzio, e il riappacificamento finale. La regia è affidata a Rocco Sestito, uno dei più apprezzati registi trentini (Rosennkrantz e Guildestern sono morti, Le serve, e l'ultimo Woyzeck Ballad), che dirigerà Alessio Dalla Costa e Maura Pettorruso, già apprezzati in diversi spettacoli in regione. Le luci, componente fondamentale della messinscena di Sestito, sono affidate a Gianluca Bosio, l'audio a Marco Pegoretti.
LA REGIA
"Un vecchio teatro, una scenografia incompleta, oggetti familiari da cui nascono ricordi, immagini, l’incontro-scontro della loro vita: da qui parte il nostro racconto. I due protagonisti, Johan e Marianne, ritornano nel teatro in cui avevano recitato quando erano giovani. E’ la settima ed ultima scena del copione originale, che diventa inizio e nuovo punto di partenza (e di visione) per la nostra mise en scene. Il rapporto analizzato da Bergman porta alla luce un’universalità della condizione umana nella sua ricerca di una felicità sfuggente e velata di perbenismo. Johan e Marianne sono due che potremmo definire Lui e Lei. Ed in questa prospettiva di studio del testo si è deciso di partire come ambientazione da un teatro, un posto dove per eccellenza è l’universo dell’umano che si esprime. Luci mosse direttamente dagli attori, grandi personaggi del teatro che nascono e si intersecano con il dialogo reale di Marianne e Johan, il vero che si mescola con le maschere del teatro, o forse della vita. Un palcoscenico vuoto dove i due attori – scrittori in erba della loro vita – ridisegnano le trame della loro esistenza”.
In scena:
Maura Pettorruso: Marianne
Alessio Dalla Costa: Johan
Regia: Rocco Sestito
Luci e audio: Gianluca Bosio e Marco Pegoretti
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