1.7.08

'Scene da un matrimonio', i premi

'Scene da un matrimonio' ha vinto il premio Sele d'oro 2008. La premiazione di sabato 13 settembre a Oliveto Citra (Salerno) ha consegnato alla compagnia Oz il Sele d'oro per il miglior spettacolo, la targa a Maura Pettorruso come miglior attrice, a Rocco Sestito per la miglior regia, e quella del gradimento del pubblico.
La giuria del Festivl nazionale Sele d'Oro era presideuta da Francesco Silvestri, drammaturo, attore e regista, che vanta collaborazioni con Annibale Ruccello, Alessandro Baricco, Enzo Moscato. Nel 2003 è Premio Ubu come miglior attore non protagonista in 'Sabato, domenica, lunedì' di Eduardo De Filippo, per la regia di Toni Servillo.
Al festival nazionale Sele d'oro hanno partecipato compagnie da tutta Italia. La premiazione è avvenuta sabato 13 settembre a Oliveto Citra (Salerno), e i premi sono stati consegnati alla Compagnia dal noto giornalista Rai Mimmo Liguoro. I premiati nelle altre categorie del Sele d'oro 2008 sono Edmondo Berselli (Repubblica), Marco Esposito (Il Mattino), Massimo Esposti (Il Sole 24 Ore on line) per la sezione giornalismo; Antonio Maccanico, Gerardo Bianco, Hans Stimmann nella sezione premi speciali; Gomorra nella sezione cinema, diretta dall'attrice Imma Piro.

Gli altri premi vinti finora da "Scene da un matrimonio" sono: miglior spettacolo al Festvial Sorgenti dell'Esino di Esanatoglia (Macerata), miglior spettacolo, miglior attore
(Alessio Dalla Costa), miglior attrice (Maura Pettorruso), miglior gradimento del pubblico al Festvial Il Grifone di Guardia Sanframondi (Benevento).

Le prossime repliche in programma sono domenica 9 novembre alFestival Macerata teatro di Macerata, mercoledì 12 dicembre al Festival Castello di Gorizia di Gorizia, oltre a una data in autunno a Bergamo, e la partecipazione con data da definire al festvial Teatro Ebolitano di Eboli (Salerno).

Lo spettacolo ha debuttato il 18 e 19 aprile 2008 al teatro Cuminetti di Trento.

LO SPETTACOLO: 'SCENE DA UN MATRIMONIO'
Diviso in sei quadri, 'Scene da un matrimonio' è l'analisi del rapporto matrimoniale tra Marianne e Johan nell’arco di dieci anni di vita assieme. Nell'ultima scena, ormai divorziati e risposati, si ritrovano dopo sette anni, più maturi e adulti, scoprendo di amarsi ancora, ma in modo diverso. Curata dallo stesso Bergman, l'edizione cinematografica deriva da uno sceneggiato TV in 6 episodi di 50 minuti ciascuno che dura, pertanto, circa 2 ore in più. I sei quadri sono, nell’ordine, “Innocenza e panico”, “L'arte di nascondere lo sporco sotto il tappeto”, “Paola”, “Valle di lacrime”, “Gli analfabeti”, “Nel pieno della notte in una casa buia in qualche parte del mondo”.
Dalla prima scena che rappresenta una coppia felice, benestante e serena, si passa ai primi dubbi e alle prime insicurezze, fino al primo tradimento (“Paola”, appunto), l’abbandono di Johan e infine la decisione del divorzio, consumata in una scena drammatica e intensa. A chiudere, ritroviamo appunto i due ancora assieme. “Scene da un matrimonio” nasce quindi per la televisione, poi per il cinema, e infine approda a teatro (“Scene di vita coniugale”). In Italia lo spettacolo viene prodotto dal Teatro Stabile di Torino per la regia di Gabriele Lavia e l’interpretazione dello stesso con Monica Guerritore nella stagione 1997/98.
'Scene da un matrimonio' è un testo universale, che parla alle coscienze di ogni uomo e ogni donna che si trovino a intraprendere una relazione amorosa e a legarsi per la vita. Si attraversano così sette scene che fotografano ognuna un momento emblematico della vita matrimoniale, dall'idillio iniziale passando per i primi dubbi, il tradimento, la separazione, il divorzio, e il riappacificamento finale. La regia è affidata a Rocco Sestito, uno dei più apprezzati registi trentini (Rosennkrantz e Guildestern sono morti, Le serve, e l'ultimo Woyzeck Ballad), che dirigerà Alessio Dalla Costa e Maura Pettorruso, già apprezzati in diversi spettacoli in regione. Le luci, componente fondamentale della messinscena di Sestito, sono affidate a Gianluca Bosio, l'audio a Marco Pegoretti.

LA REGIA
"
Un vecchio teatro, una scenografia incompleta, oggetti familiari da cui nascono ricordi, immagini, l’incontro-scontro della loro vita: da qui parte il nostro racconto. I due protagonisti, Johan e Marianne, ritornano nel teatro in cui avevano recitato quando erano giovani. E’ la settima ed ultima scena del copione originale, che diventa inizio e nuovo punto di partenza (e di visione) per la nostra mise en scene. Il rapporto analizzato da Bergman porta alla luce un’universalità della condizione umana nella sua ricerca di una felicità sfuggente e velata di perbenismo. Johan e Marianne sono due che potremmo definire Lui e Lei. Ed in questa prospettiva di studio del testo si è deciso di partire come ambientazione da un teatro, un posto dove per eccellenza è l’universo dell’umano che si esprime. Luci mosse direttamente dagli attori, grandi personaggi del teatro che nascono e si intersecano con il dialogo reale di Marianne e Johan, il vero che si mescola con le maschere del teatro, o forse della vita. Un palcoscenico vuoto dove i due attori – scrittori in erba della loro vita – ridisegnano le trame della loro esistenza”.

Rocco Sestito


In scena:
Maura Pettorruso: Marianne
Alessio Dalla Costa: Johan

Regia: Rocco Sestito
Luci e audio: Gianluca Bosio e Marco Pegoretti

29.5.08

Scene da un matrimonio, le critiche

L'Adige, 24/4/2008

L'ordinaria vita coniugale di due ottimi interpreti

Convincente il debutto dell'adattamento teatrale
del film "Scene da un matrimonio di Ingmar Bergman


TRENTO - Tra i film di Ingma Bergman, "Scene da un matrimonio" non è forse il maggiore nè il più adatto ad eludere valutazioni contingenti e soggettive. Per questo il riuscito adattamento teatrale diretto da Rocco Sestito ha un doppio merito: di rileggerne oggi la capacità di indagare, con la lucidità di un voyeurismo esatto, gli angoli più ambigui dell'istituto matrimoniale; di ritrovare Bergman nella sua epoca, per riflettere sui trent'anni e più che ci separano dall'acuta testimonianza di come nel secolo XX una coppia di matrice borghese vivesse, senza certezze, gli eterni interrogativi sull'amore e il suo sciupio. Il debutto dello spettacolo, nei giorni scorsi al Teatro Cuminetti di Trento per la coproduzione di Emit Flesti e Oz-TrentoSpettacoli, ha concluso convincentemente i due mesi dell'"Omaggio a Bergman", vero e proprio evento alla memoria costruito tra cinema e teatro a meno di un anno dalla scomparsa del regista svedese.
Nella messa in scena di Sestito il copione originale si è arricchito di una cornice narrativa entro la quale si scalano con ritmo serrato i sei capitoli ai quali Bergman volle affidare la sua aguzza anatomia del matrimonio.
Nell'interpretazione vera e coinvolgente di Alessio Dalla Costa e Maura Pettorruso, ben diretti e bene in parte, i due protagonisti, Johan e Marianne, si incontrano sul palcoscenico vuoto e aperto del teatro in cui avevano recitato insieme negli anni giovanili. Evocata dai detriti di scenografie dismesse, prende corpo la rappresentazione a due voci di ciò che è stato, nella forma di un lungo flash back in cui il meccanismo teatrale conferma la sua capacità di descrivere la persona, la coppia e la società. Tra luci e quinte mosse direttamente dagli attori la vita si mescola con i grandi classici del teatro nordico, richiamati da Bergman e qui agiti a cerniera tra le sei scene che scandiscono la vita coniugale, l'abbandono, il divorzio, la riconciliazione.
I due interpreti hanno saputo reggere l'impresa anche nel momento dell'angoscia e del furore, ma lo spettacolo dà il meglio quando ripesca, dall'inferno domestico bergmaniano, il ricatto sentimentale la voluttà di ferirsi, la tortura dei silenzi e l'isteria delle parole moltiplicate a nascondere il vuoto dello spirito. La saldezza della struttura drammaturgica sostiene i lunghi dialoghi, senza un allentamento o una caduta, fino all'epilogo della segreta complicità che rimedia all'imperfezione del vivere con la conquista di una nuova e reciproca indulgenza.

Katia Malatesta

Trentino, sabato 26 aprile 2008

Con umiltà e fedeltà verso Bergman
Sestito merita l'applauso del Cuminetti


Trento – Non era facile portare in scena l’opera di uno dei più grandi autori di cinema di tutti i tempi: quell’Ingmar Bergman che definire soltanto un regista sarebbe come minimo riduttivo, considerando che il maestro realizza spesso anche le sceneggiature e i dialoghi dei suoi lavori. Un autore completo, insomma, come dimostrano le molteplici attività svolte all’interno del settore che la sua arte ha scelto per esprimersi al massimo livello. E quelle realizzate al di fuori, visto che questo formidabile (e solitario) indagatore della profondità umana, prima di approdare al cinema, si è a lungo dedicato al teatro. Come si nota, tra l’altro, proprio nel film da cui il regista Rocco Sestito è partito per introdurre il pubblico del Teatro Cuminetti ai dilemmi della vita coniugale: “Scene da un matrimonio”. Un film del 1973 già realizzato qualche anno prima dal regista come serie televisiva. I rischi insomma c’erano, e molti: prima di tutto quello di squarciare la tela con (in)consapevolezze non proprio fontaniane. Ovvero di corrompere il messaggio originario dell’opera riducendola a una grottesca caricatura di se stessa. Ma fortunatamente, e saggiamente, il regista ha optato per il rispetto filologico del testo, ricalcando fedelmente l’impostazione dell’originale su pellicola, e intervenendo solo per ridisegnare il contesto degli avvenimenti e adattare i dialoghi alle nuove situazioni che ha inserito, restituendo così in un ora e mezza di spettacolo concetti originariamente spalmati su tre ore di film. Lo si capisce fin dal riuscito inizio di spettacolo, quando i due attori, Maura Pettorruso e Alessio Dalla Costa, capaci di inserirsi con abilità ed equilibrio, senza protagonismi contesi, nel segno tracciato dal regista, si presentano sul palco dopo aver vagato invano per le buie quinte di un vecchio teatro, tanto simile ai corridoi vuoti della casa di Marianne e Johan. La scena che la loro torcia illuminerà al buoi, davanti ad un pubblico spiazzato, che per un attimo crede veramente al black-out, rimarrà la stessa durante tutto lo spettacolo: semplice, essenziale, minimalista. La scena di un teatro che attende il suo prossimo allestimento. A riempirla niente di sbalorditivo o particolarmente elaborato: soltanto parole dialoghi, la principale forma di comunicazione di queste “scene” proprio come accade nel film. Dal quale uno spettacolo incentrato sul presente della coppia (tutto ha inizio praticamente dal dopo-crisi, dalle gelosia retrospettiva di Johan alla “rimandata consapevolezza” di Marianne) si discosta solo per parlare di un passato cucito addosso ai vestiti che i protagonisti si cambiano, uno dopo l’altro, per rivivere le esperienze che li hanno visti perdersi e poi ritrovarsi. Fino alla scena finale in cui gli attori danno il meglio per riprodurre sul palco, con intensità, anche la violenza di un rapporto di amore-odio che durerà oltre la forma di una vita di coppia regolamentata, per tutta la loro esistenza. Certo l’equilibrio e il rigore rispetto al modello se da una parte permettono allo spettacolo di non stonare e rientrare appieno nei ranghi di una buona rappresentazione, dall’altra non gli permettono di distinguersi per l’originalità e il coraggio di una re-interpretazione. Ma va benissimo così: un po’ di umiltà, soprattutto al cospetto di cotanto autore, sicuramente non guasta.

Tommaso Pasquini

16.4.08

Venerdì 18 e sabato 19 aprile, ore 21 - Scene da un matrimonio - Teatro Cuminetti - Trento - con Maura Pettorruso e Alessio Dalla Costa


Debutta venerdì 18 e sabato 19 aprile 2008 alle ore 21 al Teatro Cuminetti di Trento 'Scene da un matrimonio' di Ingmar Bergman, per la coproduzione di Emit Flesti e Oz-TrentoSpettacoli. In scena solo due attori, Alessio Dalla Costa e Maura Pettorruso, per la regia di Rocco Sestito.

Inizio spettacolo: ore 21.
Teatro Cuminetti – Centro Santa Chiara –
Via Santa Croce 67 – Trento
Ingresso: 10 €
Ridotto: 8 € per studenti universitari, over 65, allievi di scuole di teatro)
Per prenotazioni e informazioni:
340 689 56 13
prenotazioni@trentospettacoli.it

Il debutto dello spettacolo è l'evento conclusivo di Omaggio a Bergman, un vero e proprio evento alla memoria di Bergman, sponsorizzato da Itas Assicurazioni e sostenuto dalla Provincia Autonoma di Trento, dall'Assessorato alla cultura del Comune di Trento, della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, e dell'Opera Universitaria.
Al grande regista svedese scomparso lo scorso luglio è infatti dedicato lo spettacolo teatrale tratto dal film dello stesso Bergman del 1973, una rassegna di sette suoi film (proiettati tra marzo e aprile nell'ambito del cineforum dello Spazio Off di via Venezia a Trento e nell'Aula 3 della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento), una lezione aperta dal titolo 'I filosofi e il matrimonio' a cura di Silvano Zucal (docente di filosofia teoretica all'Università di Trento), nell'ambito della rassegna 'Theatrum Philosophicum'.

LO SPETTACOLO: 'SCENE DA UN MATRIMONIO'
Diviso in sei quadri, 'Scene da un matrimonio' è l'analisi del rapporto matrimoniale tra Marianne e Johan nell’arco di dieci anni di vita assieme. Nell'ultima scena, ormai divorziati e risposati, si ritrovano dopo sette anni, più maturi e adulti, scoprendo di amarsi ancora, ma in modo diverso. Curata dallo stesso Bergman, l'edizione cinematografica deriva da uno sceneggiato TV in 6 episodi di 50 minuti ciascuno che dura, pertanto, circa 2 ore in più. I sei quadri sono, nell’ordine, “Innocenza e panico”, “L'arte di nascondere lo sporco sotto il tappeto”, “Paola”, “Valle di lacrime”, “Gli analfabeti”, “Nel pieno della notte in una casa buia in qualche parte del mondo”.
Dalla prima scena che rappresenta una coppia felice, benestante e serena, si passa ai primi dubbi e alle prime insicurezze, fino al primo tradimento (“Paola”, appunto), l’abbandono di Johan e infine la decisione del divorzio, consumata in una scena drammatica e intensa. A chiudere, ritroviamo appunto i due ancora assieme. “Scene da un matrimonio” nasce quindi per la televisione, poi per il cinema, e infine approda a teatro (“Scene di vita coniugale”). In Italia lo spettacolo viene prodotto dal Teatro Stabile di Torino per la regia di Gabriele Lavia e l’interpretazione dello stesso con Monica Guerritore nella stagione 1997/98.
'Scene da un matrimonio' è un testo universale, che parla alle coscienze di ogni uomo e ogni donna che si trovino a intraprendere una relazione amorosa e a legarsi per la vita. Si attraversano così sette scene che fotografano ognuna un momento emblematico della vita matrimoniale, dall'idillio iniziale passando per i primi dubbi, il tradimento, la separazione, il divorzio, e il riappacificamento finale. La regia è affidata a Rocco Sestito, uno dei più apprezzati registi trentini (Rosennkrantz e Guildestern sono morti, Le serve, e l'ultimo Woyzeck Ballad), che dirigerà Alessio Dalla Costa e Maura Pettorruso, già apprezzati in diversi spettacoli in regione. Le luci, componente fondamentale della messinscena di Sestito, sono affidate a Gianluca Bosio, l'audio a Marco Pegoretti.

LA REGIA
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Un vecchio teatro, una scenografia incompleta, oggetti familiari da cui nascono ricordi, immagini, l’incontro-scontro della loro vita: da qui parte il nostro racconto. I due protagonisti, Johan e Marianne, ritornano nel teatro in cui avevano recitato quando erano giovani. E’ la settima ed ultima scena del copione originale, che diventa inizio e nuovo punto di partenza (e di visione) per la nostra mise en scene. Il rapporto analizzato da Bergman porta alla luce un’universalità della condizione umana nella sua ricerca di una felicità sfuggente e velata di perbenismo. Johan e Marianne sono due che potremmo definire Lui e Lei. Ed in questa prospettiva di studio del testo si è deciso di partire come ambientazione da un teatro, un posto dove per eccellenza è l’universo dell’umano che si esprime. Luci mosse direttamente dagli attori, grandi personaggi del teatro che nascono e si intersecano con il dialogo reale di Marianne e Johan, il vero che si mescola con le maschere del teatro, o forse della vita. Un palcoscenico vuoto dove i due attori – scrittori in erba della loro vita – ridisegnano le trame della loro esistenza”.

Rocco Sestito


In scena:
Maura Pettorruso: Marianne
Alessio Dalla Costa: Johan

Regia: Rocco Sestito
Luci e audio: Gianluca Bosio e Marco Pegoretti

Maura Pettorruso (Compagnia Oz)
La compagnia nasce ufficialmente sotto il nome OZ solo nel 2005, ma Maura Pettorruso, attrice, regista e al tempo stesso presidente e animatrice dell’associazione stessa, è attiva da tempo in seno a diverse altre compagnie e associazioni (prima fra tutte EstroTeatro, di cui è stata fondatrice e di cui ne rappresenta la continuazione ideale). L’associazione OZ gestisce lo SpazioOFF di Trento, in via Venezia, piccolo teatro di 40 posti in un ambiente elegante ed intimo, con un foyer e una sistemazione degli spazi aperta a diversi eventi culturali: l’attività prevede rassegne di spettacoli teatrali, cineforum, letture, concerti e mostre ormai da tre anni. Le produzioni teatrali della compagnia prendono vita e vengono proposte in anteprima all’interno dello Spazio stesso. Ne citiamo alcune. Lysistrata, libero adattamento dalla commedia di Aristofane, con Maura Pettorruso e Licia Meneghini, replicato con successo in diverse realtà della provincia, come nel caso della Festa della Donna presso la Biblioteca Centrale di Trento l’8 marzo 2007. Dormono tutti sulla collina, spettacolo teatrale con Maura Pettorruso e con musiche dal vivo ispirato all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, che nella stagione 2007-2008 ha circuitato in diversi teatri in regione, (Trento, Besenello, Romagnano, San Martino di Castrozza, Nago) e fuori (Bolzano). Stanno suonando la nostra canzone, musical di Neil Simon co-prodotto con il Teatro Stabile d’Innovazione L’Uovo dell’Aquila con la partecipazione di Maura Pettorruso e Massimo Lazzeri e per la regia di Maria Pia Di Mauro. Amleto in salsa piccante di A. Nicolaj realizzato il 23 giugno in piazza Duomo a Trento, in occasione delle Feste Vigiliane, in collaborazione con la compagnia teatrale La Pozzanghera di Genova. Maura Pettorruso ha inoltre partecipato in qualità di attrice a diverse importanti produzioni recenti: Girotondo di A. Schnitzler, per la produzione Estroteatro e la regia di Mirko Corradini, che ha debuttato il 10 maggio 2007 al Teatro B. Cuminetti di Trento all’interno della stagione TrentoOltre di Teatri Possibili. Tana libera tutti (il mondo capovolto) per il testo e la regia di Maura Pettorruso nella produzione EstroTeatro sulla realtà ugadese e africana, spettacolo sostenuto dall’assessorato alla Solidarietà Internazionaledella Provincia di Trento. La Decima Rosa, fiction a puntate prodotto da Web Motion Television, per la regia di Aurelio Laino, in cui Maura Pettorruso è attrice protagonista. Maura Pettorruso è inoltre speaker da oltre tre anni dell’emittente radiofonica Radio Dolomiti di Trento e tiene giornalmente un programma di due ore su teatro e letteratura in campo regionale e nazionale.

Alessio Dalla Costa – Rocco Sestito (Emit Flesti)
Un nome enigmatico per una delle prime compagnie teatrali universitarie della città di Trento. Fondata nella primavera del 1996 da Rocco Sestito, regista, la compagnia per cinque anni si occupa, con il patrocinio dell'Opera Universitaria, sia di produzione teatrale sia di attività laboratoriale coinvolgendo un vasto numero di studenti universitari. Col tempo l'attività teatrale della compagnia si è valsa della preziosa collaborazione di altre realtà artistiche: ed ecco allora Oreste, spettacolo tratto dall'omonima tragedia di Euripide, co-prodotto dal Comune e dall'Università degli studi di Trento, realizzato per la prima volta nella storia dell'Ateneo grazie allo sforzo congiunto tra la compagnia Emit Flesti e il Coro e l'Orchestra dell'Università di Trento diretta dal Maestro Stefano Chicco. Parallelamente al teatro, anche il campo cinematografico è luogo di indagine e di sperimentazione. Le produzioni più importanti sono i due cortometraggi, Il rifiuto, incentrato sulla tematica della maternità e dell'abbandono, e Istinto onirico, realizzato su commissione del Centro di Documentazione Visiva della PAT. Nel 2001 Emit Flesti (associata UILT e COFAS) diventa associazione culturale, e la sua attività si rivolge ora a produzioni indipendenti e non, realizzate queste ultime su commissione o in collaborazione con importanti enti pubblici e altre realtà culturali. Nel 2002 su commissione del Comune di Trambileno, viene allestito lo spettacolo Bufera, liberamente ispirato alle vicende del caporale Adelino Ballerini nella Grande Guerra. Parallelamente partecipa a importanti manifestazioni regionali riscuotendo consensi di pubblico e prestigiosi riconoscimenti della critica. La proposta di matrimonio, atto unico di A. Cechov allestito in occasione del Festival Internazionale di Regia "Fantasio Piccoli" 2001, conquista il 3° posto assoluto e il 1° posto fra i registi regionali; con Jacques e il suo padrone di M. Kundera, la compagnia Emit Flesti vince il premio come miglior regia e miglior spettacolo nell’ambito della rassegna ‘Sipario d’Oro’. Ed infine con Rosencrantz e Guildenstern sono morti di T. Stoppard, all'edizione 2004 del ‘Sipario d'oro’, vince i premi come miglior attore protagonista (Massimo Lazzeri), miglior attore non protagonista (Alessio Dalla Costa), e miglior allestimento scenico (Marco Pegoretti e Alessandro Vallin). Il 2005 è la volta de Le Serve di Jean Genet, presentato in prima nazionale al Teatro Cuminetti di Trento in occasione della rassegna Correnti Ascensionali di Teatri Possibili. Nel 2006 per la stagione Trentooltre viene presentato un nuovo spettacolo molto apprezzato da critica e pubblico: Woyzeck Ballad, tratto da G. Büchner.

10.4.08

Mercoledì 16 aprile, ore 20,45 - Dopo la prova - Aula 3 - Facoltà di Lettere

'Dopo la prova', ultimo appuntamento con il ciclo di film di Bergman all'interno di Omaggio a Bergman organizzato da Associazione Oz, Compagnia Emit Flesti, Asut e Università degli Studi di Trento. Come in occasione di 'Sarabanda', si ritorna all'Aula 3 della Facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Trento, ospiti dell'Asut. Mancano solo due giorni all'evento clou, il debutto di 'Scene da un matrimonio', con Alessio Dalla Costa e Maura Pettorruso, per la regia di Rocco Sestito (coproduzione Oz/Emit Flesti). In occasione della proiezione dell'ultimo film del ciclo, saranno presenti i due attori e il regista, a cui sarà possibile rivolgere domande alla vigilia del debutto.

Dopo la prova (Germania, Svezia, 1983)

Terminata la prova di un allestimento del Sogno di Strindberg, durante un colloquio fra il regista Henrik Vogler e un'attrice della sua compagnia, la giovane Anna, la dimensione del reale si stempera nelle visioni e nei ricordi. Anna è a sua volta figlia di un'attrice, Rakel, morta tempo addietro distrutta dal demone dell'alcol. Ma ora il fantasma della donna è tornato a far visita a Anna e Henrik, e dai dialoghi fra i tre personaggi emerge, poco a poco, un complesso intrico di passioni e di pulsioni incrociate.

Dopo la prova (Efter repetitionen)
Svezia, 1984 – 70'

Regia: Ingmar Bergman
Soggetto e sceneggiatura: Ingmar Bergman
Cast: I. Thulin, E. Josephson, L. Olin, N. Palmsjerna-Weiss, B. Guve
Fotografia: S. Nykvist
Montaggio: S. Ingemarsson

Ingresso libero
Per info sulla rassegna: 340 689 56 13

omaggioabergman@trentospettacoli.it

3.4.08

Mercoledì 9 aprile, ore 21,30 - Fanny e Alexander

Ultimo appuntamento allo Spazio Off per la rassegna dei film più importanti di Ingmar Bergman. Il ciclo è cominciato a marzo con “Sarabanda” all'Aula 3 della Facoltà di Lettere dell'Università di Trento, proseguendo per 5 serate all'Off di via Venezia, fino a “Fanny e Alexander“ di questa sera. Un ultimo ricordo cinematografico del maestro svedese lo avremo mercoledì 16 aprile con “Dopo la prova”, sempre all'Aula 3 di Lettere.
L'omaggio a Bergman avrà il suo evento conclusivo con il debutto di 'Scene da un matrimonio' al Teatro Cuminetti di Trento il 18 e il 19 aprile 2008, con Maura Pettorruso e Alessio Dalla Costa, per la regia di Rocco Sestito (coproduzione Oz/Emit Flesti).

Fanny e Alexander (Svezia, Francia, Germania, 1982)

La tormentata saga della famiglia Ekdhal di Uppsala agli inizi del secolo, vista con gli occhi dell'adolescente Alexander e della sorellina Fanny. Fortemente autobiografico, è il film-testamento di Bergman e un omaggio al teatro e al cinema: due mondi nei quali "tutto può accadere, tutto è possibile e verosimile".

Fanny e Alexander (Fanny och Alexander)
Svezia, 1982 – 188'

Regia: Ingmar Bergman
Soggetto e sceneggiatura: Ingmar Bergman
Cast: P. Allwin, J. Kulle, A. Edwall, P. August, E. Josephson, G. Bjornstrand, H. Andersson
Fotografia: S. Nykvist
Montaggio: S. Ingemarsson

Ingresso: 3 €
Info e prenotazioni: 340 689 56 13
omaggioabergman@trentospettacoli.it

27.3.08

Mercoledì 2 aprile, ore 21,30 - Sussurri e grida

Quinto titolo del ciclo dedicato a Bergman. L'evento prevede la proiezione di 7 film del regista: il primo ('Sarabanda') e l'ultimo ('Dopo la prova') della rassegna saranno proiettati nell'Aula 3 della Facoltà di Lettere dell'Università di Trento, mentre gli altri entrano nel calendario di CinemainOff dello Spazio Off di via Venezia 5 a Trento. L'omaggio a Bergman avrà il suo evento conclusivo con il debutto di 'Scene da un matrimonio' al Teatro Cuminetti di Trento il 18 e il 19 aprile 2008, con Maura Pettorruso e Alessio Dalla Costa, per la regia di Rocco Sestito (coproduzione Oz/Emit Flesti).

Sussurri e grida (Svezia, 1972)

In una villa immersa nei colori autunnali di un parco alla periferia di Stoccolma, la quarantenne Agnese sta morendo di cancro. Al suo capezzale sono accorse le sorelle Karin e Maria che da tempo non erano più in contatto con lei. Sposata con un uomo più anziano di lei, Karin è una donna impietosa che odia il prossimo e ha un forte disgusto per il contatto fisico. Il testo tratto dal film è stato portato da Maddalena Crippa ed Eva Falk all'Auditorium Melotti di Rovereto lo scorso dicembre.

Sussurri e grida (Viskningar och rop )
Svezia, 1972 – 91'

Regia: Ingmar Bergman
Soggetto e sceneggiatura: Ingmar Bergman
Cast: H. Andersson, I. Thulin, L. Ullmann, E. Josephson, H. Moritzen, K. Silwan, I. Bergman
Fotografia: S. Nykvist
Montaggio: S. Lundgren

Ingresso: 3 €

Per info e prenotazioni: 340 689 56 13 omaggioabergman@trentospettacoli.it

20.3.08

Mercoledì 26 marzo, ore 21.30 - Il settimo sigillo

Quarto appuntamento per Omaggio a Bergman, il ciclo dil film del maestro svedese organizzato da Associazione Oz, Compagnia Emit Flesti, Asut e Università degli Studi di Trento. L'omaggio a Bergman avrà il suo evento conclusivo con il debutto di 'Scene da un matrimonio' al Teatro Cuminetti di Trento il 18 e il 19 aprile 2008, con Maura Pettorruso e Alessio Dalla Costa, per la regia di Rocco Sestito (coproduzione Oz/Emit Flesti).

Il settimo sigillo (Svezia, 1956)


Al termine delle crociate, il cavaliere Antonius Block, accompagnato dal suo scudiero, fa ritorno dopo dieci anni verso casa, in Svezia. Nel tragitto incontra una famiglia di saltimbanchi, puri e semplici, un maniscalco oppresso dalla moglie, una violenza inquisitoria demoniaca, ma soprattutto la Morte, che ha deciso di portarlo con sé. Il cavaliere le chiede di rimandare e per prendere tempo la sfida ad una partita a scacchi che gli permetterà di compiere l’ultimo viaggio spirituale.

Il settimo sigillo (Det sjunde inseglet )
Svezia, 1957 – 96'

Regia: Ingmar Bergman
Soggetto e sceneggiatura: Ingmar Bergman
Cast: M. Von Sydow, B. Andersson, B. Ekerot, G. Björnstrand, N. Poppe
Fotografia: G. Fisscher
Montaggio: L. Wallén
Musiche: E. Nordgren

Per info e prenotazioni:

340 689 56 13
off@trentospettacoli.it

13.3.08

Mercoledì 19 marzo, ore 21,30 - Persona

Terzo titolo per il ciclo di film dedicati a Ingmar Bergman, nel contesto di Omaggio a Bergman, evento organizzato da Associazione Oz, Compagnia Emit Flesti, Asut e Università degli Studi di Trento. L'omaggio a Bergman avrà il suo evento conclusivo con il debutto di 'Scene da un matrimonio' al Teatro Cuminetti di Trento il 18 e il 19 aprile 2008, con Maura Pettorruso e Alessio Dalla Costa, per la regia di Rocco Sestito (coproduzione Oz/Emit Flesti).

Persona (Svezia, 1965)

Alma è una giovane infermiera, alla quale viene assegnato il compito di assistere Elisabeth Vogler, un’attrice che ha deliberatamente smesso di parlare. Dopo i primi contatti in una clinica, le due si trasferiscono in una casa sul mare, lontane da tutto; là, a stretto contatto, l’amicizia che rapidamente si crea lascia alla lunga il campo a liti e ad astio, per finire con la completa immedesimazione dell’una nell’altra.

Persona
Svezia, 1966 – 85'

Regia: Ingmar Bergman
Soggetto e sceneggiatura: Ingmar Bergman
Cast: B. Andersson, L. Ullmann, G. Björnstrand, M. Krook
Fotografia: S. Nykvist
Montaggio: U. Righe
Musiche: L. J. Werle

Ingresso: 3 €

Per informazioni: 340 689 56 13
off@trentospettacolit.it

6.3.08

Mercoledì 12 marzo, ore 21,30 - Il posto delle fragole

Secondo appuntamento con 'Omaggio a Bergman'. Dopo 'Sarabanda', primo film della rassegna proiettato mercoledì 5 marzo all'Aula 3 della Facoltà di Lettere dell'Università di Trento, si prosegue il ciclo allo Spazio Off di via Venezia a Trento.
Il ciclo di sette film del regista svedese vede il primo ('Sarabanda') e l'ultimo ('Dopo la prova') della rassegna proiettati nell'Aula 3 della Facoltà di Lettere dell'Università di Trento, mentre gli altri entrano nel calendario di CinemainOff dello Spazio Off di via Venezia 5 a Trento. L'omaggio a Bergman avrà il suo evento conclusivo con il debutto di 'Scene da un matrimonio' al Teatro Cuminetti di Trento il 18 e il 19 aprile 2008, con Maura Pettorruso e Alessio Dalla Costa, per la regia di Rocco Sestito (coproduzione Oz/Emit Flesti).

Il posto delle fragole (Svezia, 1958)

Un noto medico e professore, giunto alla vecchiaia, pur avendo ottenuto nella sua attività professionale i più ambiti riconoscimenti, si rende conto che il suo egoismo ha fatto sì che egli si trovi ora nella più gelida solitudine. Un sogno angoscioso lo induce a riconsiderare l’atteggiamento di una vita nei confronti del prossimo, e lo porta all'implicito riconoscimento del suo errore. Un incontro casuale con un gruppo di giovani gli fa comprendere l'infinito vantaggio che può recare al suo spirito una maggior comprensione del problemi di quanti gli vivono accanto, a cominciare dal figlio e di sua moglie, in procinto di divenire madre.

Il posto delle fragole (Smultronstället )
Svezia, 1958 – 91'

Regia: Ingmar Bergman
Soggetto e sceneggiatura: Ingmar Bergman
Cast: V. Sjöström, I. Thulin, B. Andersson, G. Björnstrand
Fotografia: G. Fischer
Montaggio: O. Rosander
Musiche: E. Nordgren

Ingresso: 3 €

Per informazioni: 340 689 56 13
off@trentospettacolit.it

3.3.08

Mercoledì 5 marzo, ore 20,45 - Sarabanda, di I. Bergman, all'Aula 3 di Lettere - Al via 'Omaggio a Bergman'

L'appuntamento che apre l'Omaggio a Bergman organizzato da Associazione Oz, Compagnia Emit Flesti, Asut e Università degli Studi di Trento è il primo titolo del ciclo di film di Bergman, 'Sarabanda'. L'evento prevede la proiezione di 7 film del regista: il primo ('Sarabanda') e l'ultimo ('Dopo la prova') della rassegna saranno proiettati nell'Aula 3 della Facoltà di Lettere dell'Università di Trento, mentre gli altri entreranno nel calendario di CinemainOff dello Spazio Off di via Venezia 5 a Trento. L'omaggio a Bergman avrà il suo evento conclusivo con il debutto di 'Scene da un matrimonio' al Teatro Cuminetti di Trento il 18 e il 19 aprile 2008, con Maura Pettorruso e Alessio Dalla Costa, per la regia di Rocco Sestito (coproduzione Oz/Emit Flesti).


Sarabanda

“Pensavo che tu mi stessi chiamando”: è per rispondere a una misteriosa e muta telefonata che Marianne va improvvisamente a trovare Johan, l’ex marito con cui non ha più avuto contatti da oltre trent’anni. La sua comparsa nella casa sperduta nei boschi dove Johan è tornato a vivere la sua misantropica vecchiaia, e gli incontri con suo figlio Henrik e la nipote Karin, costringeranno ognuno a un confronto con gli altri e con se stessi, facendo riemergere le tensioni e l’irrisolta complessità di rapporti che lega i personaggi di questa esemplare opera di Bergman, séguito di Scene da un matrimonio, che ha la tagliente intensità di un testamento.

Sarabanda (Saraband)

(Svezia, 2003) - 120'

Regia: Ingmar Bergman
Soggetto e sceneggiatura: Ingmar Bergman
Cast: L. Ullmann, E. Josephson, B. Ahlstedt, J. Dufvenius, G. Fred
Fotografia: S. Eriksson, J. Holmström, P. Lantto, S. Stridh, R. Wemmenlöv

Per informazioni sulla rassegna:
www.omaggioabergman.com
340 689 56 13
off@trentospettacoli.it

Ingresso libero

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